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Segreteria civile

Responsabile: Direttore Amministrativo - Dott.ssa Elisabetta Burzio

  1. VII piano – stanze 4 e 10

    Tel. 019 8316464 / 544 - Fax 019 8316218
    Email civile.procura.savona@giustizia.it
    PEC civile.procura.savona@giustiziacert.it

    Segreteria Civile
    Attività
    • Servizio notariato.
    • Stato Civile.
    • Albi professionali e disciplina
    • Notifiche atti provenienti dall’estero
    • Successioni aperte all’estero in favore di cittadini italiani residenti in Italia
    • Volontaria Giurisdizione:
      1. interdizioni
      2. inabilitazioni
      3. amministrazioni di sostegno

Brevi cenni informativi su questi ultimi istituti

La persona che si trova in condizioni di abituale infermità di mente, che la rende incapace di provvedere ai propri interessi può essere interdetta quando ciò è necessario per assicurarle adeguata protezione.

L’inabilitazione riguarda l’infermo di mente il cui stato non è talmente grave da dar luogo a interdizione. Può essere inabilitato anche colui che, per prodigalità o per abuso di bevande alcoliche o di stupefacenti, espone sé o la sua famiglia a gravi pregiudizi economici. Può essere inabilitato altresì il cieco o sordomuto dalla nascita del tutto incapaci di provvedere ai propri interessi.

Di regola il tutore viene scelto nello stesso ambito familiare dell’assistito; infatti, possono essere nominati: il coniuge, purché non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque il parente entro il quarto grado. In alternativa viene scelto tenuto conto dell'esclusivo interesse del beneficiario.

L’amministrazione di sostegno è ' un istituto di che mira a tutelare, in modo transitorio o permanente, le persone che - per infermità o menomazioni fisiche o psichiche, anche parziali o temporanee - non hanno la piena autonomia nella vita quotidiana e si trovano nell'impossibilità di provvedere ai propri interessi.

L’amministrazione di sostegno è un istituto previsto per far fronte a varie tipologie di persone non autonome: anziani, disabili fisici o psichici, alcolisti, tossicodipendenti, malati gravi e terminali, persone colpite da ictus, ecc.

L'amministratore viene nominato dal giudice tutelare e scelto preferibilmente nello stesso ambito familiare dell’assistito; infatti, possono essere nominati amministratore di sostegno: il coniuge, purché non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque il parente entro il quarto grado. In alternativa l'amministratore viene scelto tenuto conto dell'esclusivo interesse del beneficiario

Chi può promuovere l’azione

Tali istituti possono essere richiesti dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo, dal tutore o curatore direttamente e/o con l’assistenza di un legale.

Anche il pubblico ministero può promuovere l’azione diretta ad ottenere l’interdizione, l’inabilitazione e/o l’amministrazione di sostegno ma solo quando si ravvisi la sussistenza di interessi pubblici e non meramente individuali che giustificano l’intervento. A mero titolo di esempio rientrano nella prima ipotesi le situazioni concernenti anziani soli, incapienti e malati, ovvero anziani abbandonati, soggetti psichiatrici che possano mettere a rischio la propria o altrui incolumità. Rientrano nella sfera di interessi individuali non tutelabili d’Ufficio le richieste concernenti persone abbienti, le vendite di beni , le questioni successorie .

Il pubblico ministero non riceve le istanze direttamente dal privato ma, salvo che derivi da indagini di carattere penale, attraverso i servizi sociali/ASL sul territorio deputati ad una prima delibazione dell’istanza.

L’azione, ove il Pubblico Ministero valuti sussistente l’interesse pubblico, sarà promossa sulla base di una relazione dei servizi sociali/ASL cui i documenti necessari dovranno essere consegnati.